Famiglia: dinamico triangolo equilatero


La famiglia, triangolazione base per la creazione societaria, si manifesta nel singolo come rapporto tra le essenze maschile, femminile e la loro congiunzione, e si plasma attraverso gli individui in un continuo processo creativo e vitale o limitante e mortifero.
L’interrelazione di padre-madre-figlio è fondante sia per la crescita armonica del figlio stesso sia per la sua influenza sul mondo che lo circonda, poiché il figlio non è mera somma dei due, ma elemento nuovo che li trascende. Non è semplice essere generato, ma una vitalità che include le precedenti pur essendo altro da esse che nel suo esprimersi ha la capacità di rigenerare ciò che lo ha generato.

E ognuno è figlio di sè stesso, autogenerantesi attraverso la dinamica maschile/femminile

Figlio di genitori acquisisce dinamiche ereditarie. Figlio di sé stesso, trasforma ed elabora facendo proprio tali dinamiche, modulandosi su nuove armonie. Poichè ognuno di noi è famiglia in evoluzione in un continuo dialogo di maschile-paterno/ femminile-materno

E’ quindi essenziale una profonda e costante attenzione agli impulsi e reattività interiori e in riferimento adogni singola relazione.

In un nucleo famigliare c’è sempre una motivazione/emozione o quid genetico, situazione ambientale o psicologica che fa compiere delle scelte al fine di ribadire o rielaborare esperienze affinché si esaurisca il compito di quella maturazione esperienziale: una sorta di automatismo reiterato da generazione in generazione, che a tempi maturi, deve essere elaborato.

Il figlio rappresenta il nuovo che rinnova il passato, che dona l’occasione di rivisitare modalità, atteggiamenti, impostazioni mentali, nel mostrare limiti affinché possano venire mutati con nuovo vigore, sotto una nuova luce. In questa visione possono essere osservate anche sintomatologie ricorrenti nelle famiglie, malattie ereditarie, caratteristiche psicologiche che di generazione in generazione si sono sedimentate, ma che a ogni passaggio meritano di essere prese in carico, illuminate e sublimate.
Per questo, all’interno di una famiglia, è essenziale porre attenzione al portatore di un disagio fisico o psichico importante, una disabilità in quanto, centro di forza di quel nucleo, è l’evidenziatore di un’elaborazione fondamentale, un passaggio vitale per quel nucleo: l’impellenza del cambiamento è tanto più evidente tanto più è giovane il portatore.
Necessario è quindi valutare le resistenze a tale elaborazione.

Un nucleo famigliare con più figli, una piccola società più articolata, ha a disposizione più triangolazioni per crescere e sperimentarsi: i fratelli sono tra di loro terreno di prova relazionale, di sperimentazione di punti di forza o debolezza, di qualità profonde o moti egoici che inevitabilmente si intersecano e influenzano tutto.

Una famiglia armonica nel suo caos creativo è la base della società sana ed equilibrata. E’ il terreno da cui trarre nutrimento, ma anche da dover fertilizzare e concimare perché sia il più adatto alla crescita armoniosa di ogni singolo.
Va da sé che l’attenzione e la cura, il sostegno, lo stimolo e il servizio al singolo e al suo nucleo crea un circolo virtuoso di persone e strutture, di proposte e operatività che conseguentemente può creare una società equa, solidale e collaborativa sempre più a misura d’essere, perché donata e al contempo creata dall’essere stesso.

Sono quindi essenziali tutti gli strumenti e strutture che possano sostenere la cura dei singoli, agevolare passaggi fondamentali e le elaborazioni di crescita; aiutare in momenti di crisi e dolore; influenzare nuovi approcci a tematiche antiche.

Sottolineo l’attenzione passaggi fondamentali famigliari:

nascita di una nuova creatura: il nuovo spiazza e obbliga a rivedere le dinamiche relazionali intime e di gruppo, accentuando tensioni precedenti, magari latenti, esasperando caratteristiche individuali, evidenziando distorsioni di ruolo o maturando qualità fino a quel momento solo potenziali.

cura del nucleo famigliare in presenza di malattia o disagio c importanti di uno dei componenti esaltazione di un problema collettivo; il  malato è anello forte della catena perché manifesta apertamente il disagio (tanto più è giovane)

accompagnamento di fine vita ed elaborazione del lutto: la morte dell’altro ha la significanza del morire a sé stessi in ciò che l’altro incarnava di noi. La morte fisica di un componente famigliare può aiutare a riconoscere parti obsolete, arcaiche di sé e “lasciarle morire” per dare spazio alla “novità di sé”, ovvero iniziare a far fluire la vera energia del nucleo famigliare fino ad allora distorta, bloccata o deviata proprio dalle qualità resistenti incarnate dal defunto.
Può essere il momento di riconoscimento in sé di qualità fino ad ora riferite solo a chi non c’è più.
La morte di un congiunto è un momento delicato: può divenire una presa in carico di ruoli e situazioni che non ci appartengono, oppure l’apertura a nuove possibilità di crescita.

ACCOGLIERE E FLUIREfamiglia

Un progetto di vita, quindi, non può che svilupparsi dalle Persone che vivono intimamente la trasformazione e che si riconoscono  in e attraverso ogni individuo come potenzialità o limitazione ereditaria, come informazione essenziale e armonizzazione  in divenire.
Quindi è fondamentale un accordo di cuori.; essenziale la centratura di ognuno nel Cuore.

E’ essenziale destrutturare, disimparare modalità separative; ci viene chiesto di iniziare a vedere e sentire oltre ciò che appare, oltre il senso immediato di eventi, situazioni e manifestazioni in favore dello sviluppo di un’accoglienza intima, libera da pregiudizi e preordinamenti: se vogliamo, una de-specializzazione e de-ideologizzazione che tutti siamo chiamati a compiere nel riconoscimento dell’interindipendenza nell’interdipendenza del tutto, dove l’ampiezza di visione è capacità di sintesi e fonte di coesione.

Il movimento di trasformazione nasce da un punto centrale stabile che esprime una volontà profonda spesso molto lontana dalle logiche umane. Quando più volontà sintonizzate e riconoscentesi le une con le altre cominciano ad esprimersi sincronicamente, tanto più qualcosa di Reale più avvenire; un radicale mutamento può palesarsi come un “ricominciamento” capillare. Un fluire libero, connesso alla fonte che espande e collega, radica e connette senza irrigidire.

Se osserviamo la nostra vita riconosciamo che, in un dato momento elaborativo, avvengono incontri e situazioni che risuonano, ricordano, sottolineano una speciale tematica. Si rende necessaria una particolare attenzione per non proiettare all’esterno vissuti interiori e personali. E’ d’obbligo una conversione in sé fonte di lucida sincerità.

E’ necessaria la maturazione di una profonda capacità di osservazione, di ascolto singolare e molteplice, di sé e dell’altro in relazione, un entrare in flussi di energie che tutto e tutti abbracciano, in un silenzio che comunica.
Un esercizio di costante vigilanza e presenza di sé: non possiamo sostenere agli altri in ciò che non costruiamo (o de-costruiamo) in noi stessi.

La salute del singolo è la salute della famiglia; un equilibrio armonico tra le varie componenti famigliari è sviluppo armonico dell’individuo.

Nat. Paola Cantù

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Progetto Consultorio Olistico Famigliare
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