Educazione alla Conoscenza Essenziale

coscienza di sè

Imparare o disimparare?

Pieni di nozioni, credenze, fedi, rituali consci e inconsci, rigorosità, certezze e dubbi; votati al controllo del nostro quotidiano ormai sempre più intimamente come come devozione alla paura di vivere; rigidamente chiusi in gruppi e classi in cui identificarci vivendo con orrore la sola idea di disgregarci in qualcos’altro; ci stupiamo che il mondo vada a rotoli portando come sola soluzione a movimenti nuovi, ulteriori “studi di settore”, “specifiche scientifiche” che hanno come fine l’ulteriore irrigidimento nozionistico, mentale e razionale; come se la “previsione” o “preveggenza” di eventi – solitamente nella nostra fantasia catastrofici – possano controllare ed indirizzare la Natura.

Disimparare il vecchio modello, questo modello, è l’unico modo per conoscere veramente la vita. Perchè la Vita si conosce solo sperimentandola direttamente attraverso di sè, dimenticando ciò che si impara.

Avere coscienza

Possedere, prendere coscienza è un atto egoico di appropriazione: è l’avere del nostro mondo, un bene a cui noi riusciamo a rinunciare: uno stato di concentrazione di passioni ed esperienze vissute che collegano, legano a situazioni di altre epoche, di altri noi stessi. Esperienze che ci hanno forgiato e incatenato nelle epoche a modi di esprimere che riportano sempre a punti di rottura.

Si dice “avere coscienza” ma di che cosa se non di un noi già morto?

Essere coscienza

Vivere nell’istante, percepire il punto in cui si E’, è essere nella coscienza della vita; esserci è viaggiare leggeri, costanti sperimentatori dell’esistenza che ci passa attraverso, creando nuove forme, svolgendo e assistendo il creato in noi stessi. 

Disconoscere, dimenticare, essere pagine bianche, dischi vergini su cui la vita può disegnare nuove forme, liberare nuove energie, promuovere vita su vita che non è proiezione di esistenza ideale secondo modelli culturali, ma nuove flessuosità colorate di nuove tinte, sempre diverse. 

Non esiste educazione univoca all’essere; è imparare ad esserci con tutto l’essere percependo la direzione, sempre nuova e sempre entusiasta.

Potenzialità umane

La vera potenzialità della Natura, e quindi dell’Umanità stessa, sta nel seguire il flusso dell’Essenza, dello Spirito, della Luce che sostiene la Creazione stessa; come umani siamo obbligati a cedere, a donare noi stessi alla creazione di nuovi modi e mondi.coscienza di sè

Il vero potenziale umano è lasciare che la Verità si riveli attraverso di noi: il corpo deve trasformarsi sotto questa spinta, deve poter essere sempre più ricettivo alle nuove esigenze spirituali, deve poter esprimere la Bellezza e la Bontà Spirituali: mode e forme di arte ne sono l’apparente espressione sporcata dalla vanità egoica.

Il corpo ha potenzialità incredibili se non costretto in canoni di benessere ideale, ideologie salutistiche, parametri standardizzati: molte, forse tutte, le patologie esprimono la necessità di trovare nuove strutture espressive del corpo stesso, nuove dinamiche biologiche che devono essere reinterpretate sulla base della Potenza Trasformativa Spirituale.

Ascoltare i flussi

Ascolto e ricezione pura permettono di sentire il fluire e i messaggi silenziosi del cuore; i “puri di cuore”, coloro che dimenticano e vivono l’essere, possono esistere nell’istante eterno e manifestare le reali potenzialità insite nella materia stessa, le capacità di rigenerazione e creazione, assistere al continuo “miracolo” della vita nella sua semplicità che, proprio perchè semplice, non viene vissuto.

Come? Dimenticando.

Il Ricordo di Sè è dimenticarsi di sè.

Paola Cantù

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