La Guarigione nel Perdono

perdono costellazione familiare

Il perdono è un’azione decisa, netta, che parte dal profondo perché sgorga come nuova sorgente dal sentire che noi siamo il centro di ciò che perdoniamo.

Tutto parte da noi stessi e da noi stessi trova il compimento

Restare attaccati a dolori, rimorsi, delusioni, rabbia verso eventi o persone che crediamo artefici della nostra sofferenza, non fa che alimentare i nostri disagi fisici, emotivi e psichici, ci fa ammalare perché ci aggroviglia in una matassa confusa, soffocante in cui non troviamo più pace.

Nulla è staccato da noi, ma tutto si muove, trasforma dal nostro centro: sentire in realtà una situazione, non solo come appare,  è permettersi di vivere fino in fondo ogni ostacolo, è andare oltre il legame che ci collega al dolore: lasciare andare, perdonare è liberarsi dai nodi che noi stessi abbiamo creato.

Perdono me stesso

Perdono me stesso perché io sono l’artefice di una data situazione; posso conoscere il senso di uno stato vivendolo integralmente: solo così ne vedo la fine, la sua risoluzione, perché ascendo alla sorgente, alla causa prima cioè  la mia vita, la mia anima in cammino, la mia realizzazione spirituale.

E quando sento totalmente il perdono che si muove dentro me e trasmuta il mio essere, perdono l’altro che vive con me il limite del dolore; limite che si trasforma, si dissolve perché non ha più ruolo da svolgere: imparo da quel limite.perdono e guarigione

L’altro è la relazione che ho con me stesso

L’altro è la relazione con me stesso nella trasmutazione di una materia distorta rispetto all’azione pura dello Spirito.

L’altro mi mostra la gabbia delle mie sensazioni ed emozioni: la rabbia  che provo per qualcuno, come qualsiasi emozione che si oppone all’altro, è la rabbia stessa che ho verso me stesso che vivo, attraverso un rapporto, il limite all’azione libera del Cuore

Il perdono riprende il fluire della Vita perché resetta i rapporti, illumina e brucia i conflitti: io sono il perdono.

Il perdono è un dono di vita

Nel perdono sacrifico l’aspetto di me imputato del dolore e dono a me e all’altro la libertà: è il contributo del mio vivere ad una trasformazione collettiva, prima familiare e di conseguenza sociale: un conflitto con l’aspetto materno mina la mia capacità accogliente e nutriente non solo nei confronti di me stesso, ma anche verso ogni aspetto femminile che incontro; una tensione nel vivere il paterno mi lega a tensioni riguardanti l’aspetto maschile in ogni rapporto, mi limita la percezione della mia azione propositiva nel mondo.

Quando mi accanisco, mi aggrappo, mi illudo nella vendetta o nella rivalsa non faccio altro che moltiplicare all’infinito la tensione, il conflitto, il dolore: continuo la guerra tra me stesso e con l’altro. Procuro infiammazione nel mio corpo e nei confini relazionali.

Ma il dono di vita della liberazione scioglie i vincoli che azioni e sentimenti opachi e appesantiti hanno creato distorcendo la realtà: l’odio è l’impotenza ad amare, la rabbia l’incapacità ad agire, la paura il dolore alle limitazioni di vita, l’agitazione i limiti alla libertà

Perdono è comprensione cellulare

Ma il perdono scioglie i nodi karmici, i vincoli ereditari nei ruoli che rivedo in chi mi sta accanto; nodi e vincoli che la mia mente ha creato e mantiene nell’illusione attraverso le apparenze di una relazione conflittuale.

Nel perdono il mio corpo cambia perché ogni cellula riconosce la nuova libertà: ogni sintomo è presente come indicatore di qualcosa che in e attraverso di me deve mutare: il conflitto diventa armonia, il dolore sollievo, la rabbia volontà, la depressione una nuova nascita, un percorso ereditario una nuova possibilità.

Il perdono guarisce il mio corpo, la mia psiche perché pura azione dello Spirito. Purifico e trasmuto il limite impostomi dalla mia condizione, da una relazione che considero imposta nella falsa credenza di non poter mutare.

Nel perdonarmi lascio che l’energia amorosa mi guidi a una nuova comprensione, verso un ascolto più profondo di me stesso che rivedo in modo nuovo attraverso l’altro e le relazioni. 

Perdono è un nuovo accordo tra anime

Tolto il limite delle mie percezioni osservo con nuovo sentire il dono che la vita mi ha fatto: la persona, sciolta l’apparenza del suo ruolo, è ciò che è: il rappresentante, il testimone del mio dono distorto da traumi di ogni generazione umana; ma è soprattutto l’agente  della mia rinascita.

Nulla appartiene solo a noi stessi, ma riflette ovunque la nostra partecipazione alla creazione: quando perdono me stesso nel processo di trasformazione sblocco, sgancio nella comprensione della mia esistenza.

Per comprendere un peccato devo comprendere me stesso come peccatore e così nell’interazione col mio testimone annullo le pendenze, libero dalle prigioni psicologiche di una consuetudine al disamore.

Il perdono insegna il mio ruolo spirituale nell’evento stesso e nelle conseguenti relazioni; nella comprensione trasformo la Vita: il perdono libera o ricongiunge, comunque permette di esistere totalmente.

Guarisco me stesso insieme all’altro mentre le anime prendono la loro strada verso il Cielo.

Nat. Paola Cantù

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