Eneuresi notturna del bambino: bisogno di lasciar traboccare l’anima

eneuresi pipi a letto

 

Sintomo spesso sottovalutato, l’eneuresi ovvero quando il bimbo fa la pipì a letto, ha spesso correlazione con la capacità dello stesso di vivere le emozioni e la propria sessualità da adulto.

In un  articolo si legge infatti che “Il sintomo, a volte sommerso, in realtà  può incidere sulla futura qualità della vita, con rischio di incontinenza da adulti e problemi della sfera sessuale”, ma soprattutto che “è più facile che il bambino possa soffrire di enuresi notturna se papà e mamma ne hanno sofferto”.

Ogni sintomo è il segnale di un’azione intima trasformatrice

Nulla nella nostra vita si manifesta senza che abbia il compito di mostrarci qualcosa di noi stessi.

In questo caso il bambino manifesta una perdita di controllo, forse in qualche modo caricato da pressioni o ruoli che non è in grado di sostenere; il bisogno di “spegnere” un fuoco che emerge quando la coscienza diurna si fa da parte.

Ma è proprio il fuoco trasformatore che deve essere individuato e giustamente incanalato come passione per un’attività svolta senza costrizioni,  nella piena libertà di vita.  Il senso di impotenza che il bambino prova se non accolto in quanto tale può manifestarsi in altri ambiti da adulto; può svilupparsi a livello fisico come problematica nella sfera sessuale o generativa, che ha come controparte psichica la tendenza a mollare troppo presto, non riuscire ad incanalare la volontà in modo consono, di trovare il proprio posto nel mondo.

Gestire le acque oscure

E’ necessario un lavoro rispetto alle paure, al senso di impotenza di fronte agli eventi del bambino ma soprattutto sulle ansie e timori dei genitori, sul loro ASPETTO LUNARE, le oscurità che minano il lasciarsi andare alla vita. Un processo di elaborazione delle ACQUE EMOTIVE in particolare riferito al FEMMINILE delle famiglie d’origine. Nell’ambito dell’ASPETTO SOLARE, è utile una presa di coscienza rispetto all’autorità e al senso di fiducia.
Un lavoro profondo di costellazione familiare 
che permette ai bimbi di svincolarsi da eventi, più o meno traumatici da loro vissuti o ereditati come memorie cellulari e psichiche,  che sottolineano la loro vita partendo da quella dei loro ascendenti.
Ciò che non è risolto, a livello personale e familiare,  si manifesta nel tempo con segnali, detti sintomi, di cui sono portatori i bambini come ultimi anelli della catena familiare, ma soprattutto con il ripresentarsi nel corso della vita degli stessi nello stesso o altro ambito.

Elaborare i traumi della costellazione familiare

Ci sono emozioni, ansie,  sensi di colpa, pressioni emotive, angosce dei rami genitoriali, ruoli irrisolti, forse subdolamente sommersi o mal elaborati, che emergono nell’oscurità della notte, traboccano senza poter essere controllate; un fiume in piena che non può essere arginato, ma che deve prendere nuove vie: gli aspetti spirituali sospinti nell’ombra traboccano.costellazione familiare

E’ utile indagare in quali ambiti della vita familiare è stato necessario mantenere il controllo impedendo lo scorrere libero della vita: i genitori e il bambino attraverso di loro, devono riconquistare il fluire spontaneo delle energie eliminando ostacoli e ombre del loro vissuto; significa rimettersi in movimento seguendo il flusso spirituale senza appigli o costrizioni; attraverso l’elaborazione della parte ombrosa, oscura , portare a galla le doti e lasciarle esprimere senza freni.

Il bambino può insegnare loro, attraverso il suo sintomo, a trovare o riconquistare la fluidità infantile, riconoscendo a lui stesso la freschezza della sua età. E’ liberarsi dalle preoccupazioni che influiscono sul benessere del bimbo e sulla possibilità di questo di esprimere i doni del suo Cuore, ad aver fiducia nel suo mondo interiore.

Un’espansione dell’anima di gruppo che porta a galla le doti e doni da far germogliare con acque limpide e nutrienti: una liberazione consapevole della vita che sta crescendo.

Nat. Paola Cantù

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