Nel limite, la possibilità. Nella malattia, la tua guarigione.


 E l’Angelo disse: “Da qualunque parte venga un segno di mancanza, non è segno della tua incapacità, ma di ciò di cui tu sei capace”.♣

E così di fronte a un limite si esprime la potenzialità che si palesa nel trasformarlo.

Negli ultimi mesi abbiamo provato la chiusura, la perdita, la separazione, ma queste ci devono sollecitare, solleticare a sentire che esistono altre vie, altre bellezze, altre libertà.

E questo lo rivela l’accesso al Cuore, che chiede uno stop alla consuetudine per poter ascoltare noi stessi, singolarmente. Basta col bailame di feste e luci apparenti, basta con incontri fatti di chiacchiere e vuote parole; forse è tempo che ci unisca un nuovo impasto di nuovi ingredienti, trovati sull’altare del nostro cuore da condividere solo con chi ci appartiene veramente: unioni di sangue in cui scorre la Luce.

Tutto ciò che abbiamo considerato limite alla nostra libertà in realtà è lo sprone per liberarci realmente,

In salute e malattia, in ricchezza e povertà…salute olistica

Ci siamo resi conto che siamo fragili, che l’essere umano non ha potere su nulla poiché il vero potere è nelle nostre profondità da cui sgorga la Luce; è lì che dobbiamo riposare, è lì che troviamo pace e salute. E’ qui che scopriamo di essere altro. E’ qui che realizziamo il Potere.

Ma dobbiamo fermarci. La Vita ce lo sta chiedendo, imponendo.

Così come la malattia: chiede di fermarci, perchè nulla sia come prima. Le stanche membra, cercano riposo e ristoro; la mente confusa anela a chiarezza e apertura: superando la paura di sentire in realtà chi  siamo, possiamo percepire la Realtà.

Abbandonandoci a ciò che nella malattia consideriamo limite alla nostra vita, possiamo scoprire il vero valore della vita stessa. Riconsiderare i rapporti, lasciare i legami e le memorie, rivelare le nostre angosce, permette di trasformarci e guarire.

Se sentiamo fino in fondo che il limite è ciò che ci ha condotti alla fine della strada che stiamo percorrendo possiamo abbandonarlo e fare di noi stessi la via da percorrere. Non si deve più andare lontano, ma lasciare che il desiderio di Vita ci abbracci e scaldi.

Quando riusciamo a vedere e sentire che ciò che ci sta fermando è il Vecchio Morente che deve lasciare  spazio al Bambino Nascente  in noi, se riusciamo a riconsiderare la nostra vita non come un insieme traguardi e fallimenti ma onde fluttuanti di mutamenti, se percepiamo il momento di stallo che la malattia ci impone come possibilità di entrare in profondità di noi stessi, possiamo percepire la vita che ci trasforma e fare di questo momento, un istante di infinito ed eterno in cui tutto è realizzabile. 

E’ la capacità di rigenerare le cellule, di far scorrere nuovamente energia agli organi, la possibilità di riattivare funzioni o attivarne di nuove, potenziate. Cade l’illusione di un corpo limitato attraverso la comprensione di ciò che si credeva impossibile. Guarigione di noi stessi; guarigione per gli altri. 

La malattia allora non è mancanza di salute, ma infiniti mutamenti in potenza. Nuove vie. Nuove direzioni. Nuovi mondi. Nuova Vita. Nella Luce.

E l’Angelo dice: “Tu sei Colui che costruisce. Prepara le fondamenta prima di innalzare la costruzione. La tua parola chiave non è <era> e neppure <sarebbe bene> e men che meno <è bene>.  La parola che costruisce è <SIA>.

<Era> è omissione; <sarebbe bene> è incapacità; <è bene>  è autocompiacimento. La tua parola deve essere SIA.

La mancanza  riconosciuta, non è più mancanza. Nel nome del Silenzio che costruisce”.♣

Nat. Paola Cantù

♣ Gitta Mallasz – “Dialoghi con l’Angelo” (Ed. Mediterranee)

Consulenze olistiche (anche a distanza) al 3386043018

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