Pulsazione interiore

pulsazione interiore

Le nostre cellule si muovono di continuo e, nel farlo, suonano. Siamo composti da 37.200
miliardi di cellule che comunicano fra di loro, meglio: vibrano. Quando una cellula sfiora le vicine, queste vibrano all’unisono e la
comunicazione avviene più rapidamente che attraverso i segnali chimici . Non tutte le vibrazioni si possono udire ; fra quelle che
riusciamo a distinguere la differenza più evidente è fra cellule sane e quelle sofferenti. I suoni esprimono un significato. Ma c’è di
più. Le cellule non oscillano e non suonano a caso. Ogni loro intonazione corrisponde a ruoli e compiti precisi. E’ dimostrato per
esempio che ascoltando i suoni con consapevolezza la vibrazione arriva in modo più preciso e vivo alle nostre cellule”
(Carlo Ventura.)

“C’è chi ha proposto che la coerenza quantistica riscontrata nel DNA
sia associata alla coscienza stessa:
funzionerebbe come un’antenna che serve a connetterci
con campi quantistici della coscienza e
anche come tramite in grado di facilitare
una vera e propria cascata di informazioni
di origine multi-dimensionale
(M. Teodorani)

Come un battito; ritma, sospinge e attrae. Tutto in uno.
Il suono, la vibrazione, cioè quell’energia in grado di produrre risonanze, esterna a noi corrisponde a un dentro noi in un continuo flusso di riconoscimento capace, ove vi è abbandono consapevole e comprensione l’intento di mutare ciò che dal suo flusso viene inondato.

La più importante è la vibrazione del Cuore.

E il Cuore è in ogni cellula, in ogni atomo della Natura e la sua apertura permette una comunicazione negli strati multidimensionali dell’esistenza. Potremmo definirli “cori angelici” della Vita.

Sentire interiore che vibra in ogni atomo del corpo oltre i sensi, oltre la compattezza della carne. E’ così che mi accosto all’ascolto comunicativo dell’altro, dentro me oltre me stessa.

L’epigenetica dichiara che l’ambiente influisce sull’attivazione di segmenti di DNA. Ma lo “stimolo” è sia ambientale esterno sia interno, continuo e sincronico. Ciò che appare è sintomo di stimolo interiore e viceversa; la traduzione del senso dipende dalla profondità del nostro vivere, dalla coerenza tra vita storica e spirituale. Mi ha colpito molto l’esperienza del Prof. Faggin che ha esperito sé stesso come “l’universo che osserva sé stesso dal suo particolare punto di vista” . Ne ho colto la conferma alla mia esperienza.

Nell’istante tutto avviene senza prima o dopo, nulla è conseguenza ma realtà inglobata e inglobante.

E il Silenzio ne è la comunicazione.

E vi si trova il senso di ogni evento.
Ci illudiamo se vogliamo cambiare solo l’apparenza della vita. E fondamentale il contatto e l’ascolto della Fonte.
E il contatto col centro deve essere rinnovato ad ogni istante. Ciò che vale per un momento può già essere obsoleto l’istante successivo. Apparentemente un atteggiamento può sembrare incoerente con un movimento uniforme, ma è proprio il contatto col cuore a dare coerenza profonda all’agire; accoglienza e dolcezza con una persona e un attimo dopo durezza ed evitamento ad un altro sollecito. Il flusso è continuo: adeguarsi e tradurre le informazioni una necessità per seguire l’onda comunicativa spirituale.

La sua pulsazione guida il creato. Il cuore fisico è necessario si adegui.

Nat. Paola Cantù

estratto da “Silenzio in comunicazione: dal digiuno dell’io alla comunione di Sé”