Recupero della Famiglia: il nuovo equilibrio dell’individuo

salute olistica famiglia

L’essere umano ha il dovere di esprimere le sue potenzialità in armonico esistere fisico, psichico e spirituale. Da questa espressione deriva la sua salute, dinamico equilibrio delle sue funzioni organiche, sistemiche, psichiche e relazionali. Questo non esclude sintomatologie o patologie che possiamo considerare, non come limiti od ostacoli, ma come passaggi iniziatici dell’individuo e del nucleo a cui appartiene.

E’ quindi fondamentale che la società riconosca il diritto di realizzare questo compito, offrendogli ogni strumento e sostegno.

Nella cura alla persona fondamentale è l’ascolto olistico dell’essere: osservare le manifestazioni organiche e psicologiche, la relazione con sé stesso e gli altri, le sue attitudini e vocazioni, i sogni e gli slanci, il dolore e ogni espressione emotiva come rappresentazione di potenze archetipiche la cui purezza informativa si esplica in una corretta espressione biochimica, organica e sistemica, in capacità affettive ed emozionali, progettuali e di partecipazione alla vita.

E questo a partire da una dinamica tra maschile e femminile innati di cui le figure genitoriali ne sono la rappresentazione distorta o fedele, la cui influenza può nutrire o negare l’essenza del principi stessi, in una loro rappresentazione più o meno evidente nell’esistenza della persona.

L’eventuale “patologia” è vista come crisi rigeneratrice, un sintomo la porta da cui accedere al mistero dell’essere umano e alla sua vocazione che chiede di essere espressa; una vitale necessità spirituale di incarnazione attraverso il fluire dell’energia creativo-amorosa.

Il processo di guarigione, una purificazione da ostacoli ereditari, traumatici, culturali, educativi che limitano o bloccano lo svelarsi e il compiersi del percorso di vita del singolo e della sua rilevanza per la collettività a cui appartiene. Un’emancipazione da schemi obsoleti o distorti attraverso una crescente consapevolezza di sé in relazione.

La “guarigione” quindi non solo come scomparsa del sintomo, che potrebbe per assurdo non avvenire, ma la comprensione intima del senso di quel vissuto, del messaggio contenuto nel sintomo stesso che la persona invia a sé stessa, superando le resistenze alla trasformazione, alla libertà di esistere.

La cura della persona passa anche attraverso la cura e la partecipazione attiva del nucleo famigliare. Questo è fondamentale nel caso di patologie importanti – degenerative, croniche, terminali, disabilità – che esaltano il carattere trasformativo a carico di quel particolare gruppo.

Fondamentale ritrovare il senso di punti focali in seno alla famiglia: nascita e morte. Preparazione al concepimento e alla nascita, accompagnamento all’abbandono del corpo e l’elaborazione del lutto come palesamento di rinnovate energie.

E così trovano significanza la cura della famiglia attraverso la famiglia; la cura dell’individuo in relazione alla famiglia; la cura collettiva attraverso la cura dei singoli.

L’UNO – individuo: generare sé stessorosa olio essenziale

L’essere umano è un’opera d’arte scolpita dalla vita mentre egli si svela a sé stesso in ciò che già presente, liberandosi dal superfluo.
Un processo di purificazione e presa di coscienza, di trasformazione e rafforzamento di qualità innate, di principi vitali essenziali alla vita.

La prevenzione e la salute sono la risultanza di questa consapevolezza, di conoscenza dei propri limiti e potenzialità; un costante percorso di attenzione e vigilanza che muta l’essere stesso verso la sua integrità in un flusso continuo tra interno ed esterno, tra gli strati più densi dell’esistenza corporea a quelli più insondabili dello Spirito, contemporaneamente vivi ed efficaci.
Perché la salute è integrità e coerenza all’origine di Sé, all’essenza vitale incarnata. E’ fare centro in sé, origine e trasformazione del mondo.

La prevenzione riconosce l’importanza del singolo e della sua realizzazione integrale come vitale cellula del corpo sociale.
L’individuo quindi può essere considerato come “cellula-famiglia”, come figlio generato e autogenerantesi nella dinamica maschile-femminile, Padre-Madre interiori; la capacità di realizzazione di sé, le attitudini sociali o i limiti a questi come la risultanza di una crescita armonica in seno alla famiglia d’origine, al vissuto nella collettività e a quanto l’ereditarietà famigliare e culturale abbia influito sostenendo o frenando il suo flusso creativo: la fertilità della sua vita dipende dalla dialettica equilibrata tra maschile e femminile interni, di cui i genitori ne sono i rappresenti e in qualche modo i fautori.
La cura alla persona parte proprio dall’analisi delle origini famigliari e dei rapporti intercorsi tra le varie parti, anche nelle generazioni precedenti. Ognuno partecipa all’eredità umana.

Nulla deve essere tralasciato: ascolto del senso profondo dei vissuti, degli eventi delle aspirazioni, delle sintomatologie; ogni minimo dettaglio ha il suo valore e senso simbolico poichè ogni attitudine psichica ha la sua corrispondenza in funzionalità corporee. La lettura profonda di ogni evento relazionale, organico, emotivo, mentale può aiutare a riconoscere quale funzione risulta deficitaria o distorta, quanto questa stia influenzando organi e sistemi e quanto il corpo sia in grado di sostenere la potenza animica dell’individuo stesso.
Spesso resistenze e blocchi sono da ricercarsi in una o entrambe le linee ereditarie famigliari.
Il lavoro complesso di interrelazione sistemica, ereditaria e sociale porta al riconoscimento dei bisogni, svela il desiderio di soddisfare le vocazioni, la volontà di realizzare e la forza di sostenere la vita accogliendo le sfide e i dolori; eleva il coraggio di inseguire il desiderio di libertà da cui provengono salute e guarigione, che sono trasformazione intima di anima e corpo.

E’ essenziale quindi dare importanza a tutte le fasi della vita sin delle prime, dal concepimento, rispettando tutti i passaggi di crescita e trasformazione, dal giovane all’anziano, onorando l’unicità di ciascuno come ricchezza di tutti.
Fondamentale che ogni individuo possa trovare accoglienza e aiuto nelle sue titubanze, resistenze e possa essere accompagnato a elaborare i limiti, le paure e il dolore che incontra sul suo cammino perché possa avere tutte le possibilità per realizzare le potenzialità di cui è portatore con fiducia e forza e lasciare quando è necessario farlo.

Ogni suo ostacolo rappresenta una potenzialità per tutti. Ogni sua singola realizzazione è realizzazione di tutti.

coppia armonicaIL DUE – coppia: coniugazione degli opposti

Ogni incontro è momento sacro e terapeutico: ci fa scoprire chi siamo.
Questo vale tanto più per due che si sentono una coppia.

La coppia è il luogo in cui il maschile e il femminile dei due singoli si confrontano, mostrando l’equilibrio delle dinamiche relazionali nel singolo e nel singolo in relazione all’altro.
La coppia è il luogo in cui l’individuo si sperimenta, scioglie i nodi e supera i moti egoici di separatività: le resistenze a ciò portano tensioni, i conflitti, infiammazioni.

Quanto questa relazione sia forte nella sua essenza o quanto sia invece frutto di distorsione dei principi fondanti appare nella dinamica relazionale tra i due, nelle sintomatologie che uno o entrambi possono manifestare.
Spesso le devianze a una corretta comunicazione interpersonale e stabilità relazionale sono presenti nella famiglia d’origine e in quelle precedenti e creano punti di attrazione o rottura; spesso non sostengono un reale progetto comune, ma mantengono l’illusione di soddisfacimento di bisogni primari attraverso l’altro, confondendo ruoli e situazioni.
Spesso si riscontrano sintomatologie, patologie ed eventi famigliari ricorrenti in uno o entrambi i rami famigliari.

La “fertilità” della coppia si palesa nella capacità dei singoli di rigenerarsi attraverso la loro relazione, nella maturazione e realizzazione di un progetto comune, comprenda o meno la nascita di un figlio. Questo dipende da quanto i due riescono a uscire da schemi ereditari, dalla misura in cui si “de-specializzano” da strutture mentali e psicologiche ereditarie obsolete, facendo della loro unione un continuo rinnovamento, una perpetua maturazione. Ovvero trasformino le qualità ereditate in una loro particolare creazione.

IL TRE – famiglia : il triangolo equilateronucleo famigliare

La famiglia, triangolazione base per la creazione societaria, si manifesta nel singolo come rapporto tra le essenze maschile, femminile e la loro congiunzione, e si plasma attraverso gli individui in un continuo processo creativo e vitale o limitante e mortifero.
L’interrelazione di padre-madre-figlio è fondante sia per la crescita armonica del figlio stesso sia per la sua influenza sul mondo che lo circonda, poiché il figlio non è mera somma dei due, ma elemento nuovo che li trascende. Non è semplice essere generato, ma una vitalità che include le precedenti pur essendo altro da esse che nel suo esprimersi ha la capacità di rigenerare ciò che lo ha generato.

In un nucleo famigliare c’è sempre una motivazione/emozione o quid genetico, situazione ambientale o psicologica che fa compiere delle scelte al fine di ribadire o rielaborare esperienze affinché si esaurisca il compito di quella maturazione esperienziale: una sorta di automatismo reiterato da generazione in generazione, che a tempi maturi, deve essere elaborato.

Il figlio rappresenta il nuovo che rinnova il passato, che dona l’occasione di rivisitare modalità, atteggiamenti, impostazioni mentali, nel mostrare limiti affinché possano venire mutati con nuovo vigore, sotto una nuova luce. In questa visione possono essere osservate anche sintomatologie ricorrenti nelle famiglie, malattie ereditarie, caratteristiche psicologiche che di generazione in generazione si sono sedimentate, ma che a ogni passaggio meritano di essere prese in carico, illuminate e sublimate.
Per questo, all’interno di una famiglia, è essenziale porre attenzione al portatore di un disagio fisico o psichico importante, una disabilità in quanto, centro di forza di quel nucleo, è l’evidenziatore di un’elaborazione fondamentale, un passaggio vitale per quel nucleo: l’impellenza del cambiamento è tanto più evidente tanto più è giovane il portatore.
Necessario è quindi valutare le resistenze a tale elaborazione.

Un nucleo famigliare con più figli, una piccola società più articolata, ha a disposizione più triangolazioni per crescere e sperimentarsi: i fratelli sono tra di loro terreno di prova relazionale, di sperimentazione di punti di forza o debolezza, di qualità profonde o moti egoici che inevitabilmente si intersecano e influenzano tutto.

Una famiglia armonica nel suo caos creativo è la base della società sana ed equilibrata. E’ il terreno da cui trarre nutrimento, ma anche da dover fertilizzare e concimare perché sia il più adatto alla crescita armoniosa di ogni singolo.
Va da sé che l’attenzione e la cura, il sostegno, lo stimolo e il servizio al singolo e al suo nucleo crea un circolo virtuoso di persone e strutture, di proposte e operatività che conseguentemente può creare una società equa, solidale e collaborativa sempre più a misura d’essere, perché donata e al contempo creata dall’essere stesso.

Sono quindi essenziali tutti gli strumenti e strutture che possano sostenere la cura dei singoli, agevolare passaggi fondamentali e le elaborazioni di crescita; aiutare in momenti di crisi e dolore; influenzare nuovi approcci a tematiche antiche.
Sottolineo l’attenzione passaggi fondamentali famigliari:

nascita di una nuova creatura: il nuovo spiazza e obbliga a rivedere le dinamiche relazionali intime e di gruppo, accentuando tensioni precedenti, magari latenti, esasperando caratteristiche individuali, evidenziando distorsioni di ruolo o maturando qualità fino a quel momento solo potenziali.

cura del nucleo famigliare in presenza di malattia o disagio importanti di uno dei componenti esaltazione di un problema collettivo; malato anello forte della catena perché manifesta apertamente il disagio (tanto più è giovane)

accompagnamento di fine vita ed elaborazione del lutto: la morte dell’altro ha la significanza del morire a sé stessi in ciò che l’altro incarnava di noi. La morte fisica di un componente famigliare può aiutare a riconoscere parti obsolete, arcaiche di sé e “lasciarle morire” per dare spazio alla “novità di sé”, ovvero iniziare a far fluire la vera energia del nucleo famigliare fino ad allora distorta, bloccata o deviata proprio dalle qualità resistenti incarnate dal defunto.
Può essere il momento di riconoscimento in sé di qualità fino ad ora riferite solo a chi non c’è più.
La morte di un congiunto è un momento delicato: può divenire una presa in carico di ruoli e situazioni che non ci appartengono, oppure l’apertura a nuove possibilità di crescita.

accoglienza inclusioneACCOGLIERE E FLUIRE

Un progetto di vita, quindi, non può che svilupparsi dalle Persone che vivono intimamente la trasformazione e che si riconoscono  in e attraverso ogni individuo come potenzialità o limitazione ereditaria, come informazione essenziale e armonizzazione  in divenire.
Quindi è fondamentale un accordo di cuori.; essenziale la centratura di ognuno nel Cuore.

E’ essenziale destrutturare, disimparare modalità separative; ci viene chiesto di iniziare a vedere e sentire oltre ciò che appare, oltre il senso immediato di eventi, situazioni e manifestazioni in favore dello sviluppo di un’accoglienza intima, libera da pregiudizi e preordinamenti: se vogliamo, una de-spescializzazione e de-ideologizzazione che tutti siamo chiamati a compiere nel riconoscimento dell’interindipendenza nell’interdipendenza del tutto, dove l’ampiezza di visione è capacità di sintesi e fonte di coesione.

Il movimento di trasformazione nasce da un punto centrale stabile che esprime una volontà profonda spesso molto lontana dalle logiche umane. Quando più volontà sintonizzate e riconoscentesi le une con le altre cominciano ad esprimersi sincronicamente, tanto più qualcosa di Reale più avvenire; un radicale mutamento può palesarsi come un “ricominciamento” capillare. Un fluire libero, connesso alla fonte che espande e collega, radica e connette senza irrigidire.

Se osserviamo la nostra vita riconosciamo che, in un dato momento elaborativo, avvengono incontri e situazioni che risuonano, ricordano, sottolineano una speciale tematica. Si rende necessaria una particolare attenzione per non proiettare all’esterno vissuti interiori e personali. E’ d’obbligo una conversione in sé fonte di lucida sincerità.

E’ necessaria la maturazione di una profonda capacità di osservazione, di ascolto singolare e molteplice, di sé e dell’altro in relazione, un entrare in flussi di energie che tutto e tutti abbracciano, in un silenzio che comunica.
Un esercizio di costante vigilanza e presenza di sé: non possiamo sostenere agli altri in ciò che non costruiamo (o de-costruiamo) in noi stessi.

La salute del singolo è la salute della famiglia; un equilibrio armonico tra le varie componenti famigliari è sviluppo armonico dell’individuo.

Nat. Paola Cantù 

Progetto Consultorio Olistico Famigliare

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