
Ogni cibo è parte della Creazione; ogni elemento o composto porta specifiche vibrazioni in accordo tra materia, psiche e spirito.

Ogni alimento non è solo un insieme di elementi nutritivi; è anche portatore di informazioni profonde, spesso legate a ricordi o memorie inconsce e di messaggi archetipali in risonanza con la nostra anima: cibarsene è annettere ed elaborare tali informazioni.
Escludere un alimento vuol dire invece mettere in sospensione o eliminare una parte di sé rappresentata dal simbolo del cibo stesso: talvolta è utile per poter prendere coscienza di alcuni aspetti della propria vita, altre può identificare la paura di mettersi in rapporto con essi.
Digiunare dalle abitudini
Quindi digiunare sottende all’allontanarsi da abitudini e atteggiamenti, pensieri consueti e confronto con emozioni che ci sovrastano.
Collegate al cibo che assumiamo abitualmente, come consuetudine quotidiana o come effettivo bisogno, sono collegati ricordi, abitudini familiari o necessità fisiologiche che identificano carenze nutrizionali, siano esse biochimiche o emozionali. Un esempio tipico è il cioccolato che simboleggia un nutrimento profondo, portatore di messaggi sovrapersonali: la sua necessità identifica una depressione dovuta a un allontanamento dalla fonte primaria di tale nutrimento, la Fonte di Sé, ovvero la necessità di contattarla.
Quindi digiunare da uno specifico alimento significa prendere coscienza della “sua abitudine in noi” di sopperire una mancanza, di celare un aspetto fondamentale per la conoscenza di noi stessi.
Digiunando da esso conosciamo e permettiamo alla nostra struttura psicofisica di farsene carico.
E’ anche darci la possibilità di elaborare e attivare l’informazione archetipale che l’alimento stesso incarna. La sua mancanza permette alla struttura psicofisica di svilupparla da sé.
“Non è piuttosto questo il digiuno che voglio? Sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo. Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto: davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti guiderà”. (Is 58,6-8)
Una purificazione, una nuova energia
Sospendendo l’assunzione di uno o più alimenti, con consapevolezza e attenzione, liberiamo il peso di aspetti inconsci che comunque ci condizionano lasciando spazio a nuove informazioni e direzioni. Come aprire finestre da cui facciamo entrare nuove aria limpida e frizzante. Come scoprire una fonte di acqua vivificante.
Una nuova energia che non viene assunta da cibo, ma sgorga imperitura da noi stessi. Un’energia nuova che è al contempo guida e nutrimento.
Da una rinuncia, un nuovo dono
E’ quindi interessante osservare cosa muove la rinuncia ad un alimento consueto o di cui facciamo fatica a rinunciare. La sua mancanza può agitare l’animo facendoci provare tensioni fisiche ed ansia; oppure una grande mancanza e spossatezza. Sono tutte indicazioni sulla direzione da percorrere per conoscere noi stessi. Di solito i sintomi scatenati dalla disintossicazione di quel particolare elemento scompaiono i 1-3 giorni donando nuova vitalità.
Nel frattempo avremo scoperto qualcosa di noi donandoci nuova libertà.
“Lo Spirito lo sospinse nel deserto e nel deserto rimase 40 giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche, e gli angeli lo servivano”. (Mc 1,12-13)
Nat. Paola Cantù
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