Vivere in salute: offri te stesso alla pace

salute integrale

Educati a guardare fuori di noi stessi, non siamo allenati all’osservazione costante dei nostri moti, tanto da renderci conto che tutto parte da noi stessi: felicità o tristezza, soavità o rabbia, pace o guerra.

La continua tensione dei rapporti, la frenesia dell’assaggio di tutto senza approfondire nulla, porta alla corsa e alla superficialità del vivere: senza legami stabili, senza consapevolezza e comprensione, in un potpourrie di sensazioni ed emozioni sconnesse da contesti, che ci travolgono e conducono a continui conflitti sia di relazione ma soprattutto di confusione tra ciò che crediamo di essere e ciò che siamo in realtà.

Le emozioni ci posseggono e ci rendono incapaci di scelte coerenti e vere. E’ tempo di comprenderle e collocarle nei giusti spazi di noi stessi.

E’ fare pace con noi stessi: col bambino che siamo stati e che continuiamo ad alimentare senza uscire dalle nostre paure e angosce; con l’adolescente che ci porta a ribellioni vuote e rabbia per l’incapacità di scollegarci da vecchi schemi.

Conflitto e infiammazione

Ogni conflitto emozionale non solo ci rende incapaci di fare scelte sane e sagge, ma crea tensione in sistemi e organi corporei, manifestando infiammazioni e disequilibri che possono essere a cario del sistema immunitario, digestivo, nervoso, ormonale.

E’ necessario fare pace con quella parte di noi che vuole comunicaci il suo disagio: uscire dal conflitto e alzare bandiera bianca della resa. Quindi aprirci all’ascolto.

Più rimandiamo la resa, più tutto si aggroviglia; ciò che crediamo scelta libra è solo la reazione a un dispiacere o un piacere, a un impulso di fuga o attacco; così ciò che crediamo libertà non costruisce altro  che un’ulteriore prigione.

Ascolto me, ascolto l’altro

Tutto è dentro di noi: salute e malattia; vita e morte.

La scelta è nostra.

Possiamo scegliere il conflitto prendendo l’altro, possa essere un amante, un familiare, un conoscente, il capo ufficio, come capro espiatorio; oppure assumerci la responsabilità di noi stessi e cominciare a purificare anima e corpo, in un continuo perdono di noi stessi. Una pacificazione con le nostre parti in lotta.

Il giudizio verso gli altri è lo stesso giudizio verso di noi: ascoltiamoci e nell’onestà confrontiamoci silenziosamente con quella parte che si sta esprimendo. E riconosciamo la paura di vivere.

Fare pace è darsi salutepace interiore

E’ un grande passo svoltare verso il noi stessi e cominciare a vedere cosa suscita in noi rabbia, senso di colpa, vergogna, invidia… attraverso la relazione con l’altro; l’altro non è altro che il veicolo dei nostri stessi messaggi verso noi stessi. Saperli cogliere, elaborare, esprimere, riappacifica con la vita e fa vedere le cose sotto un punto di vista più luminoso.

E’ una nuova libertà da catene in cui ci siamo avvolti, in anni di vita semi-vissuta “fuori di noi”, spesso congelati nella paura. E in questa libertà l’anima ci comunica le sue indicazioni, il corpo cambia struttura e biochimica.

Nella pace con noi stessi ci guariamo; se iniziamo a vederci attraverso l’altro sveliamo il nostro dolore, lo accogliamo e ne troviamo il senso.

Guariamo le nostre ferite accogliendo le debolezze e ciò che di noi non comprendiamo o non vogliamo accettare; guariamo smettendo di fuggire, fermando il moto divorante-aggressivo verso gli altri e noi stessi, togliendo energia alla critica trasmutandola in energia creativa. Nell’accoglienza troviamo la nostra identità e quindi la pace. 

Smettiamo di incolpare gli altri per la nostra infelicità o dare potere all’esterno di noi.

Il potere curativo è dentro la nostra stessa vita. L’altro ci indica la via se camminiamo in pace.

“Chiunque si adira contro il suo fratello dovrà essere sottoposto a giudizio… Se dunque presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che il tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, vai prima a riconciliarti col tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.

Mettiti presto d’accordo col tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perchè l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione.

In verità  ti dico: non uscirai di là finchè non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo” (Mt 5,22-26)

E’ con la comprensione di noi stessi che possiamo cambiare gli atteggiamenti mentali e gli approcci alla quotidianità. Una nuova serenità che allenta le tensioni corporee, una nuova energia perchè non dispersa in continui conflitti interni ed esterni, una nuova biochimica perchè il corpo  può produrre ciò che gli serve elaborando e riadattandosi alle nuove esigenze dei vari istanti di vita. In pace.

Donati pace. Donati salute.

Nat. Paola Cantù

 

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