Nascita e morte

nascita e morte

Bisogna prendere in grande considerazione le ultime ore di esistenza sulla Terra.

Spesso l’ultima aspirazione può predeterminare la vita successiva, nonchè le sfere in cui lo Spirito prenderà dimora. Certo, è inammissibile richiamare lo Spirito  verso le sfere terrene, quando esso è già dipartito (vedi rianimazione). I tessuti che si sono già liberati dall’attrazione terrena dovrebbero altrimenti rientrare in tensione e sforzarsi enormemente per assimilarsi nuovamente all’atmosfera terrena.

Bisogna imparare ad accompagnare con il pensiero sia un trapasso che una nascita e bisogna essere capaci di armonizzare conformemente questi due procedimenti di pensiero.

Quanto è dannoso ritardare la nascita o anticiparla con medicamenti o interventi chirurgici, così è altrettanto dannoso il ritardare la morte o anticiparla , con varie iniezioni.

La costituzione sottile del nuovo corpo deve essere presa in considerazione; le ferite causate a un morente devono essere poi curate nel Mondo Sottile.

L’atteggiamento più crudele lo si ha coi moribondi. Si può dire: non è la morte a torturare, ma i vivi che sono accanto, con le loro ansie, paure, interferenze egoiche che si traducono in interventistica medica, abusi farmacologici sul corpo,  mutilazioni chirurgiche e apparecchiature che distorcono il campo elettromagnetico e le frequenze animiche.

Quanto dolore, quanto è grande l’ignoranza riguardo i processi essenziali della  Vita!

Estratto da Elena Rerich : Lettere dall’India 1929.1955