Le vie del cuore per svelare sè stessi – intervista


Invito alla conoscenza delle profondità

Il sito web “Le vie del Cuore” ha caratteristiche molto speciali e offre al visitatore virtuale tutta una serie di opzioni: dalle terapie agli articoli, dai corsi alle conferenze. Il tutto in funzione della salute in senso più ampio, un concetto di salute che è sostanza ed espressione del risveglio dell’Essere.
“Idealmente questo sito deve diventare un libro aperto che porta, nel modo più semplice possibile, consistenze molto antiche” ci dice Paola Cantù, fondatrice di “Le vie del Cuore”.
“Sarà un luogo interattivo in cui informarsi, riflettere e comunicare.”
A questo progetto virtuale, che offre a tutti gli interessati spunti di riflessione e semi di auto-comprensione, Paola è arrivata dopo un percorso in cui l’attività di naturopata ha occupato e continua ad occupare una parte non indifferente.
Oggi però dalla naturopatia pura è passata a un tipo di approccio più globale in cui la cura del sintomo fisico, o psichico, diventa solo uno degli aspetti di un accompagnamento alla ricerca della salute su tutti i livelli come espressione integrata di Spirito e Materia, tra Essenza e Sostanza. Un percorso che Paola ci riassume come “un invito alla conoscenza delle proprie profondità”.
“L’attività terapeutica rimane”, prosegue Paola. “Deve rimanere perché solitamente ci accostiamo a noi stessi quando non stiamo bene”.

Chi frequenta da tempo lo studio di Paola la consulta per comprendere il percorso che si sta manifestando

Tuttavia, man mano che la terapia procede, la naturopatia assume una valenza più marginale. All’inizio spesso si parte da un sintomo che può essere un ricorrente mal di testa, o anche qualcosa di più importante. Ma il sintomo è la porta simbolica attraverso cui la persona accede al mistero della propria vita. Chi frequenta da tempo lo studio di Paola, la consulta soprattutto per comprendere il senso del percorso che si sta manifestando, quali scelte fare, più che per farsi consigliare un rimedio per questo o quel disturbo.
Inutile dire che un approccio del genere non è da tutti. Infatti non molti sono pronti a una rivisitazione di tutti gli aspetti della propria vita, da quelli della famiglia d’origine alle relazioni presenti, ai rapporti con gli altri che non sono se non uno specchio di noi stessi. “Molti di coloro che si accostano alla medicina naturale”, dice Paola, “lo fanno come contrapposizione alla medicina ufficiale che a volte si rivela deludente. Ma dal mio punto di vista questo è un approccio completamente errato. Certo, le varie branche della medicina naturale possono in molti casi affiancarsi con successo alla medicina ufficiale, anche se secondo me vi sono dei casi in cui il ricorso alla medicina ufficiale è necessario. Ma indipendentemente dal tipo di terapia prescelto, una migliore conoscenza di sNaturapata leccoé può aiutare a scardinare quei meccanismi che sono automatici. Soprattutto quando si tratta di patologie o di eventi che sono ricorrenti nella propria famiglia”.

In ogni caso, quale che sia la forma patologica più o meno grave, si arriva sempre all’aspetto relazionale primario, al numero tre, alla «santissima trinità» espressa nella persona attraverso il rapporto padre-madre-figlio.Certo non è facile passare questi messaggi al singolo. Chi arriva a comprenderli lo fa solo dopo un percorso in cui compie illuminanti scoperte personali che permettono di aprire il discorso per andare più in profondità.
Inoltre è importantissimo tener conto del fatto che ciascuno ha un suo cammino e tempi tutti suoi da rispettare.
In certi casi il fatto di avere già un percorso alle spalle può rivelarsi controproducente.
“La chiamo la problematica di chi sa troppo” dice Paola. “La persona troppo informata a volte diventa rigida e teorica. La vita chiede umiltà. Non per niente Krishnamurti consigliava di lasciar perdere tutti gli insegnamenti e Cristo stesso, quando esortava ad abbandonare i nostri beni, intendeva, credo, le nostre convinzioni e le nostre sicurezze, il personale bagaglio. Solitamente chi «sa già tutto» difficilmente riesce a entrare in profondità, perché si aspetta di trovare qualcosa che immagina mentalmente, una proiezione di qualcosa che è stato scritto da altri, detto da altri”.

Spesso a chi si lamenta di non ricordare i sogni consiglio di fare attenzione a qualche brevissimo flash

Per Paola le prime parole che pronuncia una persona che arriva per una seduta sono fondamentali.
“Solitamente non faccio domande, ma aspetto che chi ho davanti parli: quelle prime parole sono il simbolo che riassume tutta la seduta. È un po’ come un sogno. Spesso a chi si lamenta di non ricordare i sogni, consiglio di fare attenzione anche a qualche brevissimo flash che può essere una fotografia del momento, come se la vita ci mettesse davanti una certa situazione che va sperimentata a modo nostro.”
Durante la seduta, Paola consiglia una cura, ma non impone niente. La scelta deve essere dettata dal fluire interiore. Nel dare il consiglio, Paola non si basa su una teoria o su esperienze precedenti, ma su un metodo originale assolutamente intuitivo. Una sorta di comunicazione tra lei e l’essenza della persona che ha davanti, semplicemente da cuore a cuore.
“Posso consigliare di usare particolari oli essenziali, o delle tinture, ma è sempre in base al sentire profondo della persona che ho davanti, o che chiede un aiuto a distanza. È un metodo che chiamo radiestesia, anche se non richiede più l’uso del pendolo”.
A volte qualcuno si mostra sorpreso, scettico, o la taccia di arroganza. “Ma non c’ è nessuna arroganza da parte mia. Dopotutto la persona mi consulta e io consegno un’informazione, poi sta a lui o a lei sentire fino in fondo se il consiglio gli corrisponde o meno. Spesso nel cercare la porta verso il mistero interiore, si cozza con le resistenze che si manifestano come ulteriori sintomatologie, oppure come limitazioni mentali, ansie, paure rispetto alla propria vita. Tutte queste manifestazioni non sono ostacoli, ma ulteriori porte. Bisogna solo trovare la chiave per aprirle e attraversarle”.

fiori-bach-flacniGli idolati per la propria cura interiore

Oltre agli oli e alle tinture, quali mezzi usa Paola Cantù per aiutare chi si rivolge a lei ?
“Ho catalogato tutta una serie di mezzi che vanno dalle essenze alle pietre, o alle erbe per fare tisane. Uso anche gli idrolati, ossia quello che rimane dal passaggio di vapore dopo la produzione degli oli essenziali. Solitamente gli idrolati vengono usati per la cura della pelle, come miscela per saponi o per altri usi cosmetici. Ho iniziato da poco a usarli come terapia, seguendo una serie di informazioni spirituali, e ho constatato che hanno il potere di sciogliere tutti quei nodi della personalità che non sono ancora in sintonia con l’aspetto spirituale. Infatti gli oli essenziali, essendo questi la materializzazione dello zolfo alchemico, veicolano istantaneamente l’informazione spirituale che la persona sta concentrando e proprio per questa profondità o altezza l’informazione non è immediatamente recepibile; mentre gli idrolati, che hanno una parte di acqua, ossia di psiche – l’anima già consapevole di una trasformazione intima ed essenziale, informata dal percorso di luce, già attiva su questo piano – permettono l’agire su quel particolare aspetto personale che cozza con la necessità trasformativa spirituale. Spesso posso constatare che la vita delle persone cambia, che certe relazioni si scardinano, che il lavoro assume un aspetto diverso. Anche a livello fisico possono accelerarsi certe sintomatologie, il che non è sbagliato, infatti in questi casi il sintomo esprime ciò che deve esprimere per poi sparire. Altrimenti rimangono sempre piccoli residui che prima o poi da qualche parte ricompaiono, forse in modo differente, ma veicolanti lo stesso senso”.

Cibo come risveglio di sènaturopatia monza

Particolarmente interessante è l’uso che Paola fa del cibo come mezzo di «risveglio». I suoi consigli infatti non sono simili a quelli di un dietologo o di un nutrizionista. I cibi vengono prescritti come mezzi di esplorazione di sé, esattamente come gli oli, gli idrolati, o altro.
Per questa sua specialissima consulenza alimentare, Paola suddivide i cibi in base a sequenze vibrazionali create da lei.
“Secondo quello che è emerso durante la seduta, consiglio di alimentarsi, per una settimana o dieci giorni, con una serie di cibi, spiegandone il valore simbolico. Questo tipo di terapia ha il doppio vantaggio di costare poco e di aiutare la persona a scoprire la cura di sé in quanto deve cucinarsi certi piatti. Inoltre sa che mentre mangia quel particolare alimento, si sta cibando attivando una comunione con la parte più profonda di sé, di modo che il mangiare diventa un rituale. A volte le persone protestano perché il cibo che consiglio a loro non piace. In questi casi chiedo di tentare, almeno con una quantità molto piccola. Spesso, mentre mangiano ricordano qualcosa, o hanno delle sensazioni fisiche particolari.”

Non dovremmo mai rifiutarci rigidamente di mangiare qualcosa

Contrariamene a quanto si potrebbe immaginare, Paola non privilegia nessun tipo di dieta, né vegetariana, né altro.
Studio naturopatia“Mi sono trovata a testare persone che non mi hanno detto di essere vegane o vegetariane e ho sentito che avevano bisogno di carne. Talvolta consiglio di rompere la dieta almeno una volta. Il motivo è che, quando eliminiamo qualcosa dalla nostra tavola, lo eliminiamo anche dalla nostra vita, eliminiamo il suo esistere come simbolo, come informazione archetipica, come indicatore di una luce perfetta, per cui non dovremmo mai rifiutarci rigidamente di mangiare qualcosa. Anche un vegano secondo me può ( deve?) ogni tanto mangiare carne. Forse potremo eliminare totalmente un alimento quando ci sarà stato consegnato il suo significato profondo e lo avremo fatto nostro, incarnandolo perfettamente”.
La stessa Paola, pur essendo vegetariana, non rifiuta la carne quando ne sente il bisogno .
“Questo è un insegnamento che mi ha consegnato, molti anni fa, un Maestro spirituale. Alla fine di uno stage in Francia, periodo di dieta vegetariana, di purificazioni, meditazioni, esercizi yoga, è stato chiesto, a me e ad altri, di restare un po’ di tempo ancora nel centro per aiutare in cucina e nella gestione della quotidianità. Al temine di tale servizio il Maestro, per ringraziarci, ci ha portato a pranzo in un ristorante dove praticamente si poteva mangiare solo carne o pesce. Naturalmente siamo rimasti tutti molto sconcertati, ma il Maestro, nell’imporci quella istantanea disciplina, ci ha spiegato di aver fatto quella scelta per insegnarci a essere elastici, anche, se non soprattutto, nelle nostre convinzioni.

La saggezza dietro a scelte apparentemente poco coerenti

Devo dire che lì per lì non ho capito. Solo anni dopo, quando un’altra persona, di cui ho riconosciuto una grande valenza spirituale, mi ha detto la stessa cosa, ho cominciato a rendermi conto della saggezza che stava dietro questa scelta apparentemente poco coerente. Oggi so che un’abitudine diventa rigidità e si trasforma inevitabilmente in un limite alla nostra evoluzione, o meglio rappresenta un limite già in noi esistente. Attualmente ci sono molte mode, molte ideologie legate all’alimentazione. Ripeto che non costringo nessuno a mangiare o, per opposto, a evitare carne se non vuole, ma alla fine ho visto che anche convinti vegani che arrivano a ingerire un po’ di carne, percepiscono che ogni sensazione che avvertono nel farlo è un messaggio di profondità che sarà diverso per ciascuno. Così come quando un onnivoro asseconda il consiglio di evitare per qualche giorno cioccolato, caffè, frutta, grano, peperoncino, insaccati… Il simbolo è duale e contemporaneo: togli e aggiungi; elimina e riunisci; solve et coagula”.

Soggettività terapeutica

Anche questa soggettività di fronte alla terapia e al percorso non è facile da far recepire a tutti. Siamo troppo abituati ai metodi classici dove una medicina va bene per tutti quelli che hanno lo stesso sintomo. Ma con la medicina naturale non è così. Si tratta di fare il percorso in senso inverso, verso la fonte del disagio. Una volta che si è visto la fonte, il disagio sparisce perché non ha più bisogno di manifestarsi. Quindi per esempio una pianta come il rosmarino, sia che la si usi come essenza sia che la si usi in cucina, ha degli effetti diversi a seconda della causa che si va a smobilitare.
le vie delcuorePer tornare allo sviluppo del sito e alla scelta degli scritti da pubblicare, Paola ricorre sempre alla propria intuizione.
“Il mio momento sacro è la mattina al risveglio; dai sogni della notte mi arrivano delle indicazioni intime, ma anche rispetto a letture e a siti da visitare. A partire dalle informazioni che raccolgo, elaboro i testi da inserire che possono riferirsi alle mie esperienze quanto a cose scritte da altri che ovviamente cito”.
Una parte del blog è dedicata a letture con citazioni letterali di testi di diversi autori. Questo perché la verità arriva da molte parti e le stesse citazioni possono dare a persone diverse la possibilità di trarre dal testo citato l’informazione giusta per loro, la corretta conferma alle loro preesistenti intuizioni.

“La verità vive dappertutto”

dice Paola “e ogni cosa, a seconda di come la si guarda, trasmette un messaggio essenziale apparentemente differente. Fondamentale è sondare attraverso l’ascolto del Cuore. Questo è l’invito che voglio portare avanti con il sito. Ognuno cresce dalle profondità, dalla medesima fonte, ma vive nel manifestarsi del continuo mutamento. Ho avuto la possibilità, una grande benedizione, di fare un percorso che porterò avanti per tutta la vita. Perciò quello che sono in grado di elaborare, per ciò che mi è possibile comunicare, sono onorata e ho piacere donarlo agli altri, lasciando che il seme si sviluppi come vuole. Questa è la mia vocazione ”.

Intervista di Forinda Balli a Paola Cantù
pubblicata su  www.mutamenti.ch dove trovi altri articoli per la tua evoluzione