Elaboriamo la rabbia, liberiamo la Volontà

trasforma la rabbia

Come si è detto altrove (Anno 2017 e l’espressione totale del proposito), questo è un anno di Volontà di grande vigore di direzione, forte, potente che trascina verso una nuova realizzazione.

Nessuna emozione è pari alla rabbia nell’esprimere il desiderio di trasformazione, di dirompenza, di esplosione, dell’aggredire, dell’andare verso qualcosa. Ed è proprio il blocco dell’energia che spinge o tira verso, che crea dolore. Nessuno è esente dall’ira, perché tutti siamo stati bambini. La rabbia è la tipica reazione alla frustrazione e alla costrizione, fisica e psicologica: tutti abbiamo provato la sensazione inibitoria della nostra libertà, a tutti è stata negata almeno una volta la possibilità espressiva di noi stessi, è molto probabile che i nostri bisogni siano stati ignorati o addirittura calpestati. Anzi ci è stato insegnato a reprimere a mascherare.

Andare verso o nascondersi?

Non sono necessarie forza e violenza per mostrare la propria volontà, ma è essenziale imparare ad esprimere i propri bisogni, le opinioni e i sentimenti, con grande rispetto in primis verso sé stessi.

Andare verso l’altro, andare verso una meta è prima di tutto riconoscere le proprie necessità, scoprire le proprie doti:solo così si trova la forza in sé per proseguire, forse da soli, ma proseguire. Fare fede al proprio cuore, permette di spazzare i dubbi, ma soprattutto gli ostacoli.

Spesso però traumi che hanno leso la nostra autostima, minano la nostra capacità sia di essere combattivi, sia di riconoscere la fonte del limite: spesso indirizziamo la nostra ira verso una presunta fonte di limite che è solo la rappresentazione dell’originale: ci arrabbiamo come automatismo di un’antico limite, ce la prendiamo con qualcuno come movimento di un antico ricordo. E’ importante regredire, tornare alla fonte del disagio, lavorare sugli aspetti conogenetici familiari, ritornare all’origine del limite che si esprime col nostro disagio .Ne va della nostra libertà spirituale, della nostra salute psicofisica.

Implodere e nascondere non serve a nulla, ci avvelena e pietrifica la vita.

Nel fegato troviamo il movimento naturopatia milano

Una rabbia non riconosciuta o mal gestita può danneggiare il fegato: in questo organo troviamo l’archetipo gioviale dell’espansione, della gioia, dell’ottimismo e dell’equilibrio, della generosità e della benevolenza; ogni inibizione a questa emozione trasformativa, inibisce l’attività organica, come di pari passo un organo mal funzionante inibisce la corretta manifestazione di tali qualità.

L’implosione può manifestarsi con elusività, distacco, indifferenza e mancanza di entusiasmo fino alla depressione che, per induzione, ledono il sistema cardiocircolatorio; pessimismo e tristezza che ledono il polmone; mancanza di autostima con autosacrificio (malattie autoimmuni), quando ci si scusa eccessivamente (sistema nervoso); egoismo ed avarizia (intestino).

La mancata messa in gioco dell’energia rinnovativa lede la sede del proposito e della progettazione: la cistifellea che può infiammarsi o produrre calcoli. Alla base c’è la paura di esprimere la propria volontà: l’organo che manifesterà dolore sarà il rene; il conseguente senso di impotenza può ledere la fertilità e la capacità riproduttiva. Anche le allergie possono connettersi a una rabbia non espressa.

Trasforma la rabbia in un germoglio

Ogni manifestazione ha un’origine spirituale: ogni limite o devianza all’espressione dell’amore si manifesta sotto i nostri occhi i forme diverse: un’ira incontrollata può nuocere a noi stessi e all’altro con comportamenti distruttivi; dove l’energia dell’amore non trova un sano sbocco non può far altro che tentare di distruggere e aprirsi in qualche modo un varco.

E allora assistiamo a violenze a cui spesso non troviamo il senso: bisogna scavare affondo per vederne la volontà e il dolore che l’ha inibita. Distruttività. bullismo, vendetta e rifiuto del perdono, sconsideratezza, minacce, vandalismo.

Spesso tutto ciò è legato a una qualche tossicodipendenza: fumo, alcol, droghe la cui origine va ricercata nel rapporto con le  figure genitoriali, in particolare quella direttiva/paterna e nella costellazione. Possibili anche disturbi alimentari legati alla rabbia implosa verso la figura maschile.

Regredire è trovare la fonte, ritornare semi, riappropriarsi della forza germinante di un virgulto.

Riconosco la mia forza, riconosco la mia libertàelaborare rabbia

Una sana espressione della rabbia permette di mobilitare le energie dando una direzione alla propria volontà; riconoscerne la potenza è vedere la possibilità creativa e volitiva che accompagna le nostre azioni: possiamo così correggere e reindirizzare, promuovere movimenti di eguaglianza riconoscendo la libertà altrui, esprimere il disagio trovando soluzioni, riflessione sulle potenzialità creative individuali e collettive, diventare empatici verso l’altro, muoversi con prudenza e rispetto verso le necessità di chi ci sta accanto.

Riconoscere ed esprimere adeguatamente i propri bisogni e necessità ci porta al riconoscimento e al rispetto delle esigenze altrui. Eliminare le frustrazioni ci porta  verso l’altro amorevolmente, vedendolo nell’essenza oltre le proiezioni dei nostri limiti.

Una rabbia elaborata distrugge i limiti trasformandoli e guarisce con amore.

La giornata di oggi è indicata spiritualmente all’ascolto della rabbia: guardati attraverso il cuore; osserva il mondo con gli occhi del cuore e vedi le possibilità trasformative dell’aggressività che ci circonda; prova a portare un piccolo contributo trasformativo.

CONSIGLI

per oggi puoi aiutarti con

  • rosmarino: sostenere le influenze esterne
  • cannella: equilibrare gli eccessi

come aromi sui cibi o come olio essenziale in diffusione

Nat. Paola Cantù

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