Bambini malati o in disagio? Curiamo (anche) genitori e nonni

malattia infantile

Un bambino ammalato o in disagio ha bisogno di cure e attenzione, ma non solo. Un’eccessiva preoccupazione per il suo stato può anche essere controproducente, soffocando le energie in movimento attraverso il sintomo; ovvero, la preoccupazione è il segale che stiamo guardando la superficie degli eventi e non il senso profondo, l’insegnamento spirituale del nostro vissuto, sia personale che familiare.

Non è abitudine considerare il bambino come anello finale di una catena, la linea familiare attraverso cui si manifestano i potenziali ma anche i limiti della famiglia: un sintomo, sia esso lieve o rilevante, sottolinea un lavoro di gruppo che si manifesta attraverso il piccolo : rendersi conto di ciò permette ad ognuno di fare le dovute riflessioni su di sé, sui propri comportamenti e sentimenti.

Un bambino nasce – o dovrebbe nascere – come dono d’Amore e ogni disagio indica dove l’Amore scorre con difficoltà, è bloccato o deviato: perchè è sempre un problema d’Amore.

Il disagio di un figlio mostra il nostro intimo disagiocostellazione familiare

Occuparci di un bambino malato esalta le nostre difficoltà,l’ansia, la preoccupazione, la fatica, ma soprattutto ci mostra quanto di noi si rispecchia nella sua sofferenza, quanto il bambino che siamo stati ancora si esprime attraverso di noi, attraverso gli eventi apparenti.

Ad un livello più profondo, il disagio segnala quanto il nostro “Bambino d’Oro” viene soffocato, in quali ambiti gli è difficile raggiungerci.

In una famiglia è facile riconoscere similitudini di comportamenti e atteggiamenti; spesso vi sono eventi e malattie ricorrenti (dette ereditarie o genetiche), che mettono in luce percorsi simili perchè non compiuti fino in fondo dall’energia della famiglia stessa: gli organi o sistemi corporei colpiti ci danno l’indicazione del lavoro in corso. 

Il bambino è il nuovo virgulto, il germe del cambiamento

Aiutare un bambino è liberare le nostre vecchie strutture che gli impediscono di crescere.

Ascoltandoci con sincerità possiamo cogliere ciò che noi possiamo fare per noi stessi e quindi per il bambino, aiutando a sbloccare l’energia imprigionata o deviata, canalizzando diversamente il percorso singolo e di gruppo.

Perchè sono gli irrisolti dei singoli, delle coppie e dei legami tra consanguinei che pesano sulle discendenze, caricano di compiti da svolgere e rielaborare, che si possono manifestare in difficoltà di relazione, disturbi fisici e/o psichici più o meno evidenti o ricorrenti, devianze nella realizzazione di sè, senso di insoddisfazione o di vuoto, di non essere al posto giusto.

Sblocchiamo il percorso degli avi per liberare i discendenticostellazione familiare

Ecco perchè di fronte a un disagio infantile, oltre le doverose e necessarie cure dirette al piccolo, è importante intervenire anche su chi gli ha dato la vita, lo accudisce, lo nutre.

Nutrimento è il sangue-spirito  che scorre nelle vene della famiglia, con le sue informazioni di potenziale e di limite; nutrimento sono le emozioni che guidano il gruppo dalla gioia ai rancori, che spesso covano sotto la superficie; nutrimento sono le cose non dette e i segreti che tutte le famiglie hanno; nutrimento è l’affetto ma anche l’egoismo che ci porta a fare o dire per convenienza o per abitudine.

Un lavoro di gruppo sia sui genitori che sui nonni (relazioni karmiche di generazione), permette di evidenziare la problematica che il piccolo sta esaltando in sé come possibilità di riscatto per sé stesso e per tutto il nucleo a lui collegato; permette di liberare da vincoli psichici che minano la libertà di tutti.

I morti che pesano sul destino della costellazione familiare

Possono esserci lutti non elaborati, morti violente o premature che hanno lasciato strascichi nell’anima di gruppo; anche gli aborti possono avere peso nelle scelte verso il bambino: un’energia non incarnata può minare il flusso del piccolo, destabilizzandolo o deviandolo dal suo percorso. Tutto ciò è da tenere in considerazione durante una malattia.

Essenze morte sono anche le consuetudini e le abitudini pratiche ed emotive di affrontare la vita: utile è imparare a vivere come se ogni attimo fosse – e di fatto lo è – unico, nuovo, fondamentale: agire non per come si è sempre fatto, ma per come “ci si sente” d’agire, col Cuore attivo, carico di indicazioni su come esprimere l’amore attraverso gesti e parole, in spontaneità e umiltà.

Perchè la malattia, soprattutto di un bambino, ci rende umili.

Noi non sappiamo nulla, ma con l’umiltà possiamo entrare in noi, aiutarci col vero sentire e agire per noi stessi: solo con l’azione pura verso noi stessi agiamo in ciò che è sintonico nell’altro: questo vale sempre, ma soprattutto nella famiglia in cui scorre lo stesso sangue, lo stesso Spirito, la stessa volontà di Vita.

Oli essenziali consigliati

Se stai leggendo in questo momento forse potrebbero essere utili questi oli essenziali; scegline uno o due ascoltando interiormente e sinceramente quello che più ti risuona:

  • limone (rilasciare legami che vincolano a circostanze ricorrenti)
  • rosa (speranza di proseguire)
  • mandarancio (passaggio di maturazione equilibrando energie dei rami ereditari)
  • hedychium (pulizia dall’interferenza di anime defunte, in caso di lutti o aborti)
  • gingergrass (paura dell’abbandono o della perdita; difficoltà comunicative)
  • gaultheria odorosa (menzogne; conflittualità tra fratelli)
  • eucalipto steigeriana (paure del bambino; traumi o strascichi del periodo infantile)
  • citronella (visione chiara della situazione)
  • ledum (situazione antica da sbloccare ; orgoglio, sfiducia, rigidità, pregiudizi, dogmi limitanti)
  • bacche rosse (liberarsi dalle abitudini – dipendenze)
  • picea mariana (rielaborare legame materno  –  smuovere energie linea materna)
  • ahibero (rielaborare legame paterno – smuovere energie linea paterna)

In camera del bambino, scegli tra: mandarino, lavanda, mirto, arancio dolce, legno di rosa, manuka.

Nat. Paola Cantù

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