Anno 2019: essere il Proposito Ispirato


Ognuno di noi inizia l’anno con nuovi “buoni” propositi, in genere regolati da desideri personali e bisogni contingenti. Spesso noi stessi disattendiamo il proposito iniziale, ci perdiamo o consumiamo velocemente l’impulso iniziale.

Perchè tutto parte da un interesse di superficie che poco ha a che fare con la vita profonda che fondamentalmente ci guida.

Affidarsi al Cuore da cui sgorga il proposito

Ogni anno ha un particolare “proposito sottile” che guida come ciclo ne nostre vite singole e collettive: questo anno in particolare è dedicato alla strutturazione del proposito che già da tempo ci sta spingendo sia come individui che come umanità.

Un intento che è percepito nel silenzio, nell’ascolto delle nostre attitudini e desideri spirituali e nei limiti nell’esaudimento degli stessi: perchè tutto in questo mondo è duale e tale dualità ci separa dalla vera energia che segue il proposito.proposito ispirato

Solo nel Cuore ove dimora la Trinità ciò è realizzabile: tutto parte da qui.

 E questo è l’anno del Trinitario, della Famiglia Sacra che agisce dal centro di noi: la Volontà che guida e dirige (Padre Sacro), l’accoglienza umile che riceve e struttura (Madre Sacra) e l’attuazione contemporanea nella creazione (Figlio Sacro)

Giusto atteggiamento verso la Materia

Ecco che questo nuovo anno ci chiede di avere un corretto atteggiamento verso il materiale, la terra, il nostro corpo: adempiere i nostri compiti sapendo che questi sono l’espressione di un volere superiore alle nostre quotidiane esigenze; la necessità di lavoro e della cura di sè sottendono al dovere di lavorare su di sè per comprendere il nostro scopo nel mondo

Da qui la realizzazione concreta, mondana, non di fini personali ed egoici, ma la materializzazione del nostro sentiero individuale e collettivo come esseri umani connessi.

Attenzione ai segni dei tempi e del corpo

Ogni cambiamento dona indicazioni: necessario è comprendere. Se il fine è la creazione su ispirazione profonda gli eventi ci rivelano – e questo è sotto gli occhi di tutti – la staticità mentale con cui affrontiamo le novità: ripetersi di vecchie forme ed atteggiamenti quali costruzione di barriere, rabbia, guerra, intolleranza, incapacità di affrontare coraggiosamente il proprio destino…Ciò che più spaventa è l’instabilità che la nostra vecchia struttura mentale cerca di arginare con repressione di sogni ispirati, con moralismi e il mantenimento in vita ciò che più non ha da essere.

La malattia individuale e sociale, la depressione, l’omicidio, le malattie degenerative ed ereditarie sono segnale di un’incapacità della nostra struttura psicofisica di sostenere il cambiamento spirituale: necessario è assecondare con consapevolezza la disgregazione, la frantumazione delle strutture sociali e personali: il Nuovo chiede la morte del Vecchio.

Poniamo attenzione in particolare alle degenerazioni cerebrali ed intestinali segno di una struttura in difficoltà nella ricezione e nell’elaborazione delle nuove informazioni.

Uscire dalle dicotomie dell’Iopercorso spirituale

Bene e male, giusto e sbagliato esistono nella mente dell’ego, della personalità non ancora capace di cogliere l’essenza, di vivere l’istante. Se riusciamo a uscire dalla divisione della dualità cogliamo la bellezza del nostro vivere: ognuno ha il suo compito da svolgere sia questo di distruzione delle vecchie forme sia di nuova creazione; riconoscerlo ci rende liberi di agire in serenità.

Tutto si compie in unità per l’Unità: svuotare per riempire, abbattere per ricostruire, ma tutto partendo dall’indicazione dello Spirito, dal Cuore che conosce e suggerisce le nuove informazioni.Tutto contemporaneamente: una nuova idea sorge abbattendo ciò che la limita; un nuovo varco si apre tra le macerie e si mostra nuova luce.

Più limpida è la ricezione più vera è la realizzazione nella pace e nella consapevolezza della Giustizia del creato: il Bello, il Buono e il Giusto, non la perfezione estetica, il buonismo o il moralmente corretto.

Aiutiamo noi stessi

La conversione alle nostre profondità, alla luce che può brillare e scaturire dalle nostre cellule è la necessaria risposta alla richieste del nuovo mondo che deve nascere.

Nuova medicina, nuova politica ed economia, nuova socialità possono realizzarsi solo con la presenza a  noi stessi e alla capacità di ognuno di ascoltare il silenzio che ci guida, il Cuore che ordina su nuove strade.

Per te che stai leggendo un aiuto può esserti dato dall’olio essenziale di eucalipto che armonizza la comunicazione tra i piani sottili e quelli della materia e aiuta un nuovo sviluppo cerebrale e nuove connessioni.

E’ tempo di riconoscere la propria strada e seguirla con fiducia, serenità e comprensione.

Nat. Paola Cantù

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